Aneddoti classici (2)


 

Pittaco.
Pittaco era uno dei sette saggi greci. Un giorno egli si trovò a risolvere una causa, intentata da un giovane nei confronti del padre, per vedersi riconoscere un credito di modesta entità.
Prima dell’inizio della causa, Pittaco ammonì il giovane: "Se perderai la causa sarai condannato, ma se la vincerai, meriteresti ugualmente di essere condannato".
 
 
Platone.
Secondo Platone, affidare ai ricchi le magistrature (come si usava fare ad Atene) era come affidare il comando di una nave ad un passeggero solo perché era più ricco degli altri.
 
 
Plinio il Giovane.
Un giorno Plinio vendette l’ uva delle sue ville a dei mercanti, nei confronti dei quali fu irremovibile, non concedendo loro il minimo sconto. I mercanti acquistarono ugualmente l’uva, ma non nascosero la loro delusione per l’impossibilità di conseguire il giusto guadagno dalla sua rivendita.
Poco dopo, Plinio richiamò i mercanti e, restituita loro parte della somma pagata, disse: "A lungo sono stato pretore ed ho reso giustizia in pubblico: ora voglio rendere giustizia anche a casa mia e in privato".
 
 
Ificrate.
Ificrate, stimato e valoroso generale ateniese, era figlio di un ciabattino. Armodio, che apparteneva ad una famiglia altolocata, per aver liberato la città dai Pisistratidi, un giorno gli rinfacciò le sue umili origini. Ificrate gli rispose:
"Io sono il primo della mia gente, ma tu sei certamente l’ultimo della tua".
 
 
Sardanapalo.
L’ epitaffio posto sulla tomba di Sardanapalo, re dell’Assiria, recita: "Qui riposa Sardanapalo che sempre assicurò ogni soddisfacimento ai propri sensi e visse molto in poco tempo. Viandante, bevi, mangia, goditi la vita in tutti i modi, perché il resto è nulla".
 
 
Scipione l’Africano.
I Numantini erano un popolo della Spagna, famosi per essere bellicosi e validi guerrieri; essi furono duramente sconfitti da Scipione che li mise in fuga.
I fuggiaschi furono aspramente rimproverati dagli anziani: "Non combattevate le stesse pecore romane che abbiamo sempre sbaragliato?".
Uno dei Numantini rispose: "Le pecore sono le stesse: è il pastore che è cambiato!".
 
 
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