Yasui Sanchi Meijin


 
Yasui Sanchi Meijin  安井算知 名人  (やすい さんち)
1617年(元和三)-1703年(元禄十六)

 

Sanchi fu il 2° Iemoto della Scuola Yasui. Nominato Atome nel 1639 da Yasui Santetsu, gli successe nel 1652.
Nel 1645 ebbe inizio il Sogo, durato ben 8 anni, tra Sanchi e Sanetsu. Tutte le partite furono vinte dal Nero ed il match terminò 3-3. La carica di Meijin Godokoro restò perciò vacante sino a quando, nel 1668 e grazie a manovre politiche, Sanchi ottenne tale nomina, alla quale mosse opposizione Honinbo Doetsu, successore di Sanetsu.
Doetsu era stato promosso Jozu nel 1666 e non aveva mai incontrato Sanchi sul Goban: questo era il succo della sua opposizione a che Sanchi fosse riconosciuto come il più forte giocatore del’epoca. L’autorità preposta al Go (Jisha-Bugyo, ufficio pubblico, già esistente nel XIII Secolo e poi non più nominato, riportato in auge dallo Shogun Tokugawa Yeyasu nel 1613) accolse la richiesta di Doetsu di incontrare Sanchi in un Sogo, dopo alcuni tentennamenti che suscitano alcune perplessità.
Da un lato, infatti, almeno in linea teorica, la nomina di Sanchi a Meijin Godokoro proveniva dallo Shogun, la cui volontà veniva perciò messa in discussione da Doetsu. A quei tempi, di solito, per dirimere simili questioni di insubordinazione, si preferiva tagliare la testa al toro, che nel caso specifico e fuor di metafora, sarebbe stato Doetsu. Dato il prestigio di cui godeva la Scuola Honinbo, si decise che la pena per Doetsu, in caso di sconfitta sarebbe stata limitata all’ esilio.
D’altro canto, le condizioni imposte per lo svolgimento del match premiarono ulteriormente Doetsu a discapito di Sanchi, il quale come Meijin avrebbe dovuto avere il completo monopolio delle decisioni in materia. Fu infatti imposto a Doetsu di giocare con il Nero in ogni partita (Josen, l’handicap per due gradi di differenza). Se ciò, apparentemente, costituiva un riconoscimento aprioristico della superiorità di Sanchi da un lato, dall’altro poneva il più anziano giocatore (ormai cinquantunenne e di 19 anni maggiore dell’avversario) in posizione di netta inferiorità.
Comunque sia, il match iniziò nel 1668, con un jigo concordato a richiesta di Sanchi, dopo di che tutto fecero i due giocatori, tranne che rispettare il ritmo di marcia programmato. Si era infatti previsto che i due dovessero giocare 60 partite, nel corso di tre anni: per competare le prime 20, invece, di anni ne occorsero ben di più, addirittura otto. Nel 1675, allorchè si trovava sotto per 1-3 con il nuovo handicap (dopo 16 partite Doetsu si trovava in vantaggio 9-3 con 4 jigo eperciò l’handicap era sceso a Sen-ai-sen: Nero in due partite su tre), Sanchi abbandonò il match, riconoscendo la forza di Doetsu e dimettendosi da Meijin nel 1676.
Tenuto conto della differenza di età e della forza di Doetsu, il risultato del match non intaccò il prestigio di cui godeva Sanchi, che continuò ad essere Iemoto della Scuola Yasui sino al novembre del 1696, allorché, dopo aver disputato il suo ultimo Oshirogo, si ritirò dal gioco attivo.
Sanchi morì, quasi ottantasettenne, il 12 marzo del 1713.
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